La Grande Storia

Il giorno supera la notte
e la notte supera il giorno,
e di noi non resta che la Grande Storia
di un ancestrale film porno:
due biblici bipedi sopravvissuti a se stessi,
nonostante anni luce
di edipici eccessi…
Perché “la storia è storia di lotte di sessi”

L’astronave del Paracleto

E il rombare della lavatrice,
che pare l’astronave del Paracleto,
mi ricorda il chiasso dei fianchi,
lastricare la via del pineto…

C’è dell’altro nell’Altro…

C’è dell’altro nell’Altro…
Forse un frascheggiare di piccole morti
che, in fondo,
vorrebbero solo compiersi in pace,
o forse l’orgasmo di un dipinto
che urla «son bello!»
e poi tace.

Le stelle sono luminose solo da lontano

Vivi solo se dimentichi
di coesistere con l’universo,
e se te ne strafotti
del suo emanarsi così perverso.
Perché le stelle sono luminose
solo da lontano,
e il buio che le avvolge
è un machete di butano.
La coca del povero
che lo spazio mai ha concepito,
oltre i borborigmi
del suo sventurato appetito…

Il velo di Maya

Ho perso il controllo
di tutte le forme che possiedo,
e di tutto ciò che ancora non vedo…
Nigredo. Albedo. Rubedo.
Corpi fisici,
corpi alchemici
e distillati di Spirito Santo…
Ma del velo di Maya
subisci ancora l’incanto.

La solerzia dell’orologio

Amo la notte levigata di nero
e densa di odori artificiali.
Odio il candore del giorno
farcito di bisogni bestiali:
mangiare, cacare, fottere e cantare…
La solerzia dell’orologio
e i suoi minuti pieni di cazzate da giustificare.

Il mio oracolo binario

Sei il mio oracolo binario,
la mia testa e la mia croce.
Una pietà vivente
che ha perso la voce.
Sei il vecchio giardino,
sei il bambino dell’eterno,
sei l’agape che risucchia l’inferno.
Sei la poesia che diventa montagna,
la montagna che ostacola i venti,
i venti che alimentano i fuochi,
e i fuochi che bruciano i comandamenti.
Adorato, bestemmiato,
ma ore e sempre fecondo.
Sei il sangue di Prometeo
che scioglie i lacci della scarpe
di questo fottuto
piccolo mondo…

Il dubbio

Ho assaporato il dubbio
e la sua mostruosità,
amalgamando l’amore
con la sua immensità…

La posa del Sansone

Ti ho rivisto nella posa del Sansone Vittorioso,
in un’autostrada a nove corsie…
Sfrecciare all’orizzonte
di silenzio bisognoso,
asfaltando sogni e fantasie.

Se solo potessimo esistere

Se solo potessimo esistere
al di là di ogni divino giudizio…
Se solo potessimo essere,
l’uno per l’altro,
l’equinozio e il solstizio…
Se solo potessimo essere,
ogni fottuto istante,
l’inizio e la fine di tutto…
Se solo potessimo essere,
contemporaneamente,
la radice e il frutto…