Bologna

Bologna.
Quarantamila piedi.
Odori che si mangiano con gli occhi.
Notti che non chiedi.

L’amore e un muro

Nuoto nel ricordo,
un ricordo in chiaroscuro.
Io e te,
l’amore
e un muro…

Concedimi un istante

Concedimi di amarti un po’ di meno,
per desiderarti un po’ di più.
Concedimi un istante,
e un istante dopo un déjà-vu.
Concedimi la spocchia del paradosso,
o l’infinitudine del controsenso.
Concedimi di digerirti lentamente,
nel mio stomaco immenso.
Là dove le farfalle si consumano,
in strepitosi baccanali.
Là dove Lete non ha ciglio,
e lo facciamo per ore
come animali…

Le tue anomalie

Dei tuoi occhi patisco ancora la fame,
e ancora mi cibo di utopie…
Così il mio cuore non sarà mai sazio,
delle tue succulenti anomalie.

Il buio della mia mente

Ho visto i miei desideri
grondare sangue,
come il buio della mia mente,
che più ingloba saperi
e più langue…

Mastico e bevo

Mastico,
e immagino il Tempo
masticare le nostre ossa di cera…
Bevo,
e immagino la Luna
bere d’un fiato la nostra atmosfera…

Non siamo fatti di sogni

No,
non siamo fatti di sogni,
ma di nostalgie sostanziali,
e di sostanziali fraintendimenti…
Navighiamo ancora
nel Nilo dei lombi materni,
e nei suoi sporchi
ma sacri
affluenti.

Quel nostro cieco diamante

Dovevamo solo contemplare
quel nostro cieco diamante.
La sua luce avrebbe distrutto ogni cosa,
anche quel muro assordante…

Non ha senso

Non ha senso esistere,
se tutto è impermanente…
Ma sulla vetta del cuore
abiterà ancora una città intera,
con la sua segnaletica rifrangente.
Ad esempio quei luminosi detriti
di quell’oscuro «ti amo»,
un giorno urlato sottovoce,
l’altro accidentalmente…

Un bacio estemporaneo

E nell’estemporaneità
di quel bacio finale
vidi un finale già scritto…
Tra parentesi,
un uomo sconfitto.